Il 27 gennaio 2026, in occasione del Giorno della Memoria, il Centro Einstein di Studi Internazionali, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Torino, AEDE, Movimento Federalista Europeo e Gioventù Federalista Europea, ha organizzato l’evento “Com’è stato possibile?“. L’iniziativa ha coinvolto due classi di 4° dell’Istituto Superiore Galileo Ferraris di Settimo Torinese, accompagnate dal professor Gabriele Castellani.

L’evento si è aperto con la rivisitazione delle Pietre d’Inciampo di Franco Levi e Oreste Levi, poste in Corso Marconi 7 e Corso Sommeiller 31, luoghi da cui furono deportati e successivamente assassinati ad Auschwitz. Ha aperto i lavori Fabio Cassanelli, Direttore del Centro Einstein di Studi Internazionali. Lucio Levi, già Presidente del Movimento Federalista Europeo, ha introdotto le visite, guidando gli studenti in una riflessione sullo scivolamento verso il totalitarismo in Germania e Italia. Le Pietre d’Inciampo, promosse dall’artista Gunter Demnig, rappresentano un monito tangibile contro l’oblio delle vittime della Shoah.

La giornata è proseguita con una visita guidata alla mostra “Seeing Auschwitz” presso l’Archivio di Stato in Piazza Mollino. L’esposizione, attraverso documenti e immagini, ha offerto una testimonianza diretta delle atrocità commesse nel campo di sterminio, stimolando nei partecipanti domande su come sia stato possibile che un regime totalitario, basato sull’ideologia della superiorità ariana, abbia potuto perpetrare la deportazione, la tortura e l’eliminazione sistematica di milioni di persone.

L’evento si è concluso alle 12:50, lasciando agli studenti e ai partecipanti una profonda consapevolezza dell’importanza di preservare la memoria storica per costruire un futuro basato sui valori della democrazia, del pluralismo e del rispetto dei diritti umani. La collaborazione tra istituzioni, associazioni e scuola ha sottolineato l’impegno condiviso nel mantenere viva la memoria della Shoah e nel trasmettere alle nuove generazioni il significato di questa tragica pagina della storia europea.

L’evento è stata un’occasione per stimolare una riflessione sul ritorno del nazionalismo e sul rischio per i sistemi democratici al livello europeo e mondiale.