Lo scorso 1 aprile il Centro Einstein di Studi Internazionali ha organizzato e promosso, nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni dalla Liberazione dal nazifascismo, l’incontro dal titolo “L’Unità Europea obiettivo comune della Resistenza al Nazifascismo”. Al dibattito, che ha avuto luogo presso il Polo del ‘900 di Torino, hanno preso parte Antonella Braga, della Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini, Andreas Wilkens, dell’Università della Lorena, e Andrea Bonanni, editorialista de La Repubblica.
L’evento, presieduto da Alberto Sinigaglia, presidente del Polo del ‘900, si è aperto con la lettura dei volantini distribuiti dai fratelli Scholl, membri del gruppo di resistenza tedesco “La Rosa Bianca” nel 1943, da parte degli studenti dell’Istituto d’Istruzione Superiore Gobetti Marchesini Casale Arduino.
Nell’occasione, è stato anche presentato il libro “L’Unità Europea obiettivo comune della Resistenza al nazifascismo“.
La partecipazione alla Resistenza in Europa durante la Seconda guerra mondiale crea un sentimento di appartenenza nuovo, che travalica le frontiere tradizionali dello Stato, nella consapevolezza di un destino comune dei popoli d’Europa, in un momento in cui la lotta contro la tirannia non conosceva barriere. Spesso impegnati fianco a fianco nella lotta comune contro il nemico nazifascista, gli uomini e le donne dei paesi conquistati si ritrovano al di sopra delle frontiere non solo per coordinare l’azione militare per la vittoria, ma anche per assicurare la pace e il progresso del continente e, in prospettiva, di tutta l’umanità: è a partire da questo momento che il disegno degli Stati Uniti d’Europa comincia a concretizzarsi in formulazioni istituzionali sempre più precise. In ogni paese si assiste, in maniera endemica, a una fioritura di scritti, azioni, episodi in cui la visione degli Stati Uniti d’Europa è un elemento essenziale che arricchisce la Resistenza d’una dimensione e di un contenuto politico e storico ancor più profondo e duraturo.
Queste problematiche erano particolarmente sentite in Italia, dove la lotta interna si affianca a quella internazionale, Proprio in Italia fu elaborato il documento più significativo e più rivoluzionario del periodo, il Manifesto per un’Europa libera e unita – meglio conosciuto come Manifesto di Ventotene – redatto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, con la collaborazione di Eugenio Colorni, al confino nell’isola di Ventotene.
