Nell’ambito delle iniziative promosse per l’ottantesimo della Resistenza, in collaborazione con il Museo della Resistenza di Torino, il Centro Einstein di Studi Internazionali ha organizzato, nel Giorno della Memoria, la rivisitazione di alcune pietre d’inciampo per non dimenticare le vittime e la loro storia nel momento in cui in Europa e nel mondo, sono tornati movimenti e partiti nazionalisti di chiara matrice fascista.

Hanno partecipato i ragazzi della classe V dell’Istituto di Istruzione Superiore “Galileo Ferraris“, accompagnati dal Professor Gabriele Castellani. Le quattro Pietre d’Inciampo sono state presentate da  Lucio Levi, già Presidente del Movimento Federalista Europeo (MFE), dirigente del Centro Einstein di Studi Internazionali (CESI), autore del libro “Baudra’. Che cosa ci toglie la guerra e cosa non può togliere” (Guida Editore, Napoli, 2022).

Oggi il nazionalismo identitario e le autocrazie stanno guadagnando forza e consenso. Dopo la liberazione dell’Europa dai nazifascisti, alcuni Resistenti hanno capito che non bastava vincere la dittatura, ma era necessario costruire una democrazia continentale per evitare future guerre. Questo ha portato all’unificazione democratica e federale dell’Europa. Tuttavia, il nazionalismo sta risorgendo a livello globale. Una delle cause è la globalizzazione non governata democraticamente, che ha creato disastri ambientali e sociali, concentrando il potere nelle mani di pochi e ignorando i bisogni della maggioranza.

La globalizzazione non governata ha rotto l’equilibrio ecologico e sociale, causando il rifiuto da parte dei gruppi più colpiti. Questo ha portato al ritorno del nazionalismo e della propaganda antidemocratica. È necessario riformare i sistemi democratici e redistribuire il potere a tutti i livelli, promuovendo una democrazia partecipativa. Anche le grandi organizzazioni internazionali, come l’ONU, devono essere riformate per includere tutte le regioni del mondo.

Visitando alcune pietre d’inciampo a Casale Monferrato ricordiamo le vite spezzate, la deportazione e l’assassinio di 4 persone di religione ebraica Lucio Levi, ha negli anni passati organizzato e contribuito all’installazione, con il fondatore del progetto europeo delle pietre d’inciampo Gunter Demnig, di quattro pietre d’inciampo a Casale e due a Torino, per ricordare che, le leggi razziali fasciste del 1938, avevano permesso che persone di religione ebraica venissero arrestate, caricate senza acqua né cibo su carri bestiame e assassinate nei campi di sterminio come quello di Auschwitz.

Le pietre d’inciampo, ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig, sono blocchi di pietra quadrati ricoperti di ottone posti davanti alle case dei deportati nei campi di sterminio nazisti. Ogni pietra riporta il nome, la data di nascita, il luogo e la data di deportazione e di uccisione. Il progetto, nato in Germania, si è diffuso in tutta Europa con oltre 80.000 pietre posate, di cui le prime in Italia a Roma nel 2010. Queste pietre commemorano le vittime e invitano a riflettere sulla storia.

Lucio Levi racconta le pietre d’inciampo.